Tra le realtà che usufruiscono dei prodotti donati da Coop Estense c'è la cooperativa sociale Paidòs, di Lucera. Il presidente Di Sabato: "Un sostegno fondamentale per i ragazzi e spesso anche per le loro famiglie"
Minori a rischio. Se ne parla in occasione di fatti di cronaca o per una decisione controversa presa da un Tribunale dei minorenni. Ma chi si occupa, poi, dell'accoglienza e rieducazione dei ragazzi fragili una volta che vengono allontanati anche in via provvisoria dalle loro famiglie di origine? Chi opera dietro il reinserimento familiare e sociale e di quali sostegni gode in tempi di spending review e tagli al settore pubblico?
La cooperativa sociale Paidòs di Lucera (www.paidos.it), nel foggiano, è una di queste realtà associative che hanno fatto dell'accoglienza dei minori a rischio una missione.
Appartiene alla congregazione dei padri Giuseppini del Murialdo e dal 2003 gestisce tre strutture, una semiresidenziale (centro educativo diurno) più due case famiglia dove i ragazzi e le ragazze con situazioni più pesanti alle spalle vivono tutto l'anno.
Sono trentasei complessivamente gli ospiti. Per garantire a tutti pasti quotidiani regolari, e le varie attività socio-educative, sportive e di svago, il sostengo economico lo forniscono i Comuni. Ma mai come di questi tempi – spiega il presidente della cooperativa, Marco Di Sabato – è stato utile l'intervento coadiuvante di Coop Estense con il suo progetto ‘Brutti ma buoni’. Ne usufruiamo da circa un anno con ottimi risultati, come ho avuto modo di relazionare all'assemblea dei soci Coop: i prodotti alimentari donati dall'ipercoop vanno direttamente in cucina e soddisfano spesso oltre ai ragazzi anche le famiglie più indigenti dalle quali provengono".
Due volte al mese è fissato il ritiro organizzato dai soci del distretto Puglia Nord di Coop Estense. Una ‘filiera’ che funziona e da cui sono scaturiti anche rapporti umani e di stima reciproca che vanno al di là di Brutti ma buoni. "A settembre abbiamo organizzato insieme, nella galleria dell'ipercoop, l'iniziativa 'Una mano per la scuola' – continua Di Sabato – che ci ha permesso di raccogliere materiale didattico. La collaborazione è ottima, direi, e ci ha dato la possibilità di conoscere persone di Coop che lavorano prima con il cuore che non con il calcolo delle ore retribuite in testa. Un modo di lavorare che è anche il nostro". (marco ungaro)
Con – Mensile della Coop Estense edizione Puglia e Basilicata N. 8 dicembre 2013